Da sempre definita “povera”, per la semplicità dei suoi ingredienti, la cucina pugliese sa soddisfare ogni tipo di palato. Tre sono i punti di forza della cucina: il grano duro, le verdure e l’olio che, uniti alle carni e al pesce, danno sempre vita a piatti originali capaci di mantenere i sapori schietti e inconfondibili.
Caposaldo della tavola regionale è la pasta fatta in casa con farina di grano duro o una miscela di grani duri e teneri: dalle recchietelle (orecchiette) – ormai simbolo regionale – nelle loro molteplici varianti, agli altrettanto famosi li strascinati, un tempo piatto principale delle famiglie più povere, oggi ricercati e serviti nei migliori ristoranti. E poi mignuicchie, fenescecchie, troccoli, sagne ‘ncannuate, cicatadde svariate e originali forme di pasta lavorate ancora secondo le antiche usanze. Ma è soprattutto il connubio tra pasta e verdura a riservare insospettabili sorprese come gli strascinati con cavoli e pancetta fritta e i spaghetti con fagiolini, pomodori e cacioricotta.
La Puglia è, infatti, un grande orto profumato dove le verdure hanno colori e sapori unici. Unite alla pasta fatta in casa, al pesce freschissimo del mare, alle buone carni regalano al palato sensazioni indimenticabili.
Per gli amanti del pesce, in questa terra, con 800 km di coste bagnate da due mari, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ce n’è per tutti i gusti: crudo, marinato, affogato in sontuose zuppe di pesce e persino accompagnato al cacio.
Sono tante anche le tentazioni per i golosi, arricchite con frutta secca, miele, vino cotto, canditi e cioccolato.
Tra le eccellenze che hanno meritato la tutela dei marchi DOP o IGT ricordiamo il pane di Altamura, noto per la sua fragranza, la Clementina del golfo di Taranto, dalla polpa dolce e succosa, la Bella della Daunia, oliva coltivata nel foggiano sin dal 1400, ed i famosi vini e oli extra-vergine di oliva, ognuno con caratteristiche diverse a seconda dell’area territoriale di produzione.